la dimensione del soggetto: tipi di inquadratura (inquadrature descrittive)

Le inquadrature descrittive sono varie e numerose. Si tengono sempre presenti mentre si scrive una sceneggiatura e si immaginano le inquadrature  che si vogliono realizzare.

Si parla di inquadratura panoramica, quando la m.d.p. gira sul suo asse verticale per seguire l’azione (per esempio quando si inquadra una montagna da destra verso sinistra e viceversa); e qui vorrei dare un consiglio ai principianti: quando ancora non si è convinti di quale panoramica inserire nel montaggio (se quella da destra a sinistra o quella da sinistra a destra), consiglio di farle sempre tutte e due.
Carrellata o gru, quando la m.d.p. è montata su una piattaforma per filmare l’evento.
Inquadratura al seguito, quando la m.d.p. segue gli attori in movimento (è frequente nei western, quando la m.d.p. segue il cowboy sul cavallo).
Inquadratura bassa quando la m.d.p. è angolata dal basso verso l’alto per inquadrare il soggetto.
Inquadratura alta è quella angolata dall’alto verso il basso.
L’inquadratura in controcampo è quella che inquadra la scena dalla direzione opposta a quella precedente. L’inquadratura di reazione è quella che inquadra il primo piano di un attore che reagisce a quello che sta facendo o dicendo un altro attore.

la dimensione del soggetto: tipi di inquadratura (inserti e dettagli)

Tutto ciò che riguarda lettere, fotografie, telegrammi, giornali, cartelli e cose scritte viene definito nel cinema “inserto“. I dettagli riguardano invece tutti i soggetti ripresi nei particolari . Dettagli possono essere un occhio, una mano, una sigaretta, un capello, un cuscino, una luce, una ruga…sui dettagli ci soffermeremo più avanti, lungo il nostro percorso. Ora andiamo a vedere le inquadrature descrittive!

la dimensione del soggetto: tipi di inquadratura (primo piano)

Un primo piano generico (quando non si richiedono primi piani specifici) è quello che va da sotto le spalle fino sopra alla testa. Il primo piano medio riprende un attore tra la vita e le spalle fino a sopra la testa. Poi c’è il primo piano “testa e spalla“, da sotto le spalle a sopra la testa; il primo piano “solo testa” include solo la testa, appunto. Il primissimo piano include l’area facciale che va da sotto le labbra ad appena sopra gli occhi.

la dimensione del soggetto: tipi di inquadratura (campo medio)

L’inquadratura in campo medio è una via di mezzo tra inquadratura in campo lungo e primo piano. In questo caso gli attori sono ripresi dalle ginocchia o dalla vita in su. Per esempio nelle soap opera viene usato molto questo tipo di inquadratura, insieme ai primi piani; in genere l’inquadratura in campo medio è quella più usata per la televisione. Anche nel grande cinema è uno dei tipi di inquadratura più usati, perchè è quello che fa vedere gli attori da vicino, inserendoli contemporaneamente in uno spazio visibile.
Questo tipo di inquadratura è nata ad Hollywood per riprendere contemporaneamente due attori ed è anche chiamato “American Shot“. In questa inquadratura si può mettere in risalto un attore rispetto ad un altro giocando con delle tecniche specifiche (posizione degli attori, luci, dialoghi, ecc).

Nei prossimi post farò degli esempi pratici di tutti i tipi di inquadratura menzionati.

la dimensione del soggetto: tipi di inquadratura (campo lungo)

Un’inquadratura in campo lungo comprende tutto il campo d’azione e serve per inquadrare la posizione dei soggetti (attori, per esempio) in un determinato contesto. E’ molto utile alternare per esempio un’inquadratura stretta ad un’inquadratura in campo lungo. Quest’ultimo serve a dare aria e spazio quando si riprendono contesti più ristretti. Per esempio, se inquadriamo le stanze di una casa, sarebbe bene inquadrare prima o dopo la casa in campo lungo, per avere un’idea del contesto generale e per far “respirare” lo spettatore.

I tipi di inquadratura diventano in qualche modo una “regola” del linguaggio filmico che ogni filmaker dovrebbe conoscere. E’ chiaro che poi ognuno può interpretarli a modo suo, uscendo da certi schemi che il mercato del grande cinema impone. Quando si crea un film, corto o lungo che sia, si decide a priori cosa se ne vuole fare e come lo si vuole vendere! Chi è alle prime armi può azzardare a fare tutto anzi, deve, senza preoccuparsi di nulla, solo di cercare di imparare e sperimentare!

la dimensione del soggetto: tipi di inquadratura (campo lunghissimo)

Continuiamo a parlare della dimensione del soggetto.

L’inquadratura dovrebbe essere definita in base alla natura del soggetto e alla dimensione della sua immagine. Andiamo così ad evidenziare i principali tipi di inquadratura.

1) Inquadratura in campo lunghissimo
2) Inquadratura in campo lungo
3) Inquadratura in campo medio
4) Primo piano
5) Inserti e dettagli
6) inquadratura descrittiva (panoramica; carrellata o gru; al seguito; bassa; alta; in controcampo; ad attacco; a stacco, ecc)

Vado a specificare a grandi linee i tipi di inquadratura che ho menzionato. Al resto ci penseranno i libri di teoria. Noi dobbiamo cercare di pensare alla pratica!
Con i post che ho scritto finora voglio semplicemente creare una base teorica per i principianti per procedere poi direttamente con la pratica e con l’analisi del linguaggio filmico.

L’inquadratura in campo lunghissimo è, come dice il nome, un punto di vista lontano. Il soggetto è inquadrato in lontananza. Domandiamoci sempre perchè vogliamo riprendere il nostro soggetto da lontano (o meglio da lontanissimo). Il nostro soggetto può essere una cosa, una persona, un animale, un paese, un deserto…quando parlo di soggetto che andiamo a riprendere può essere tutto, in realtà, tutto ciò che vogliamo avere davanti agli occhi.

Guardare il nostro soggetto con i nostri occhi e guardarlo con l’occhio della m.d.p. è molto ma molto diverso.

angolazione della macchina da presa: la dimensione del soggetto

Ci sono tre fattori che determinano l’angolazione della m.d.p.: la dimensione del soggetto, l’angolazione del soggetto e l’altezza della m.d.p. Analizziamoli uno alla volta.

La dimensione del soggetto 

è stabilita dalla distanza della m.d.p. dal soggetto e dalla lunghezza focale dell’obiettivo usato per l’inquadratura. Più è vicina la m.d.p., più grande risulta l’immagine e viceversa. Con l’obiettivo zoom un campo lungo può trasformarsi gradualmente in un primo piano e viceversa. Consiglio di usare lo zoom il meno possibile perchè può risultare fastidioso. Ovviamente, anche quest’ultimo deve avere una logica nel linguaggio filmico. Teniamo presente sempre il punto di vista dello spettatore!
Per esempio, per un documentario naturalistico, il discorso è diverso. Dobbiamo sempre tenere presente il punto di vista dello spettatore ma, in questo caso, lo spettatore è come se guardasse con i nostri strumenti (telecamera, cannocchiale, binocolo) e farebbe di tutto per guardare più da vicino un soggetto. Se noi glielo permettiamo lui è più contento. E’ comunque da evitare un uso spropositato dello zoom, quando non è necessario. E’ preferibile fare tagli di immagini e montarli. Per esempio se siamo attirati da un soggetto particolare spezziamo l’immagine da quella in campo lungo a quella in dettaglio.