l’inizio del cortometraggio

Progettare un cortometraggio non è semplicissimo. Oltre a visionare le pillole, in questo caso particolare la pillola rossa, posso suggerirvi di spulciare notizie su qualche libro che vi sarà utile per cominciare a capire cosa volete fare. Se non avete tempo per i libri (tempo che comunque dovreste trovare!), cercate l’idea per la partenza.  

Dopo aver trovato l’idea, formate una troupe con tanto di cast e di mezzi appropriati per la realizzazione del corto. Per i corti in genere non si richiede la presenza di molti partecipanti. Servono pochissimi attori e poche o tante comparse (a seconda di come si sia deciso di distribuirle). 

Facciamo un esempio. Immaginiamo di avere l’idea. Voglio partecipare ad un concorso per cortometraggi ma non ho molto tempo a disposizione (capita spesso che i bandi di concorso escano così all’improvviso che non si ha nemmeno il tempo per valutare se l’idea è buona o meno). Decido di girare un corto che non mi porti troppo tempo fuori casa e non risulti noioso alla fine.

IDEA : una donna ha un’appuntamento al buio con un uomo conosciuto in chat da molto tempo. L’appuntamento per la cena è a casa di lei che, per tutta la sera è alle prese con il forno. Mentre aspetta, un ladro sta entrando dal cancello, nel giardino della casa. Lei, dopo una telefonata, esce di casa per chiedere aiuto alla vicina, perchè deve aver bruciato qualcosa nel forno. I due si trovano di fronte. Lui rimane pietrificato, lei pensa che sia il ragazzo della chat e lo fa accomodare frettolosamente in casa, mentre lei corre dalla vicina per rimediare qualcosa per la cena. Come andrà a finire? Al prox post!

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il cortometraggio

Che cosa è un cortometraggio? Il nome stesso lo definisce. Si tratta di un metraggio corto di pellicola, un “film” breve che fino a poco tempo fa poteva essere della durata max di 15 minuti. Oggi è definito cortometraggio o “corto” anche quello della durata max di 30 minuti. Il compito più arduo del nostro viaggio è proprio quello di sintetizzare in pochi minuti, in linguaggio cinematografico, quello che abbiamo pensato essere la nostra idea di partenza. Semplice? Per niente! Si dice che sia più difficile realizzare un corto piuttosto che un film, proprio per la sua durata. Abbiamo le idee corte? Tanto meglio!

Trasformare un’idea in linguaggio cinematografico vuol dire avere prima di tutto molta immaginazione. Siamo capaci di far scorrere nella nostra testa almeno per un attimo il nostro corto? Nel senso, immaginiamo almeno una parte di esso già proiettata sullo schermo cinematografico? Ci regalerebbe forti emozioni?

L’impatto visivo e psicologico con il pubblico sarà di fondamentale importanza. Non possiamo proiettare un corto o un documentario che non sia in grado di alterare la psicologia dello spettatore. Al cinema lo spettatore, proprio perchè tale, resterà comodamente seduto sulla sua poltrona nell’attesa che succeda qualcosa, con l’intenzione di provare emozioni (e il buio della sala lo aiuterà ad amplificare questa attesa)!

Davanti alla televisione è un po’ diverso (dipende dall’orario e dai programmi che trasmettono), perchè lo spettatore la maggior parte delle volte preferisce starsene a guardare come un vegetale alcune trasmissioni per il solo gusto di far scorrere davanti ai suoi occhi delle immagini (lo sappiamo tutti che la tv è nata più che altro come mezzo di intrattenimento), magari per far riposare il cervello ormai cotto dagli stress del giorno.

Ma guardiamo oltre! Cerchiamo di pensare per e da spettatori attenti, che cercano emozioni, che vogliono piangere o ridere, deprimersi o gioire, da spettatori che giudicano. Ecco perchè fare cinema è un modo come un altro per mettersi in gioco perchè chi ci guarda ci giudica. Chi ha il coraggio di mettersi in gioco?

Aldilà di tutto presumo che ci sia qualcuno che vorrà realizzare qualcosa anche per se stesso o per farlo vedere soltanto a parenti e ad amici. Attenzione, non sono anche loro persone che giudicano? Bisogna sempre tener presente che nel momento in cui ci si mette in gioco…

Pronti?

Per trasformare l’idea in linguaggio filmico (o cinematografico) dobbiamo prendere carta e penna (o computer) e cominciare a scrivere.

Si dovrebbe partire dal soggetto per poi passare alla scaletta, al trattamento per finire con la sceneggiatura. Questa è tutta la parte scritta che ci porterà via tempo, fogli e penne, soprattutto se non si hanno le idee chiare. Per chi non volesse fare pratica (una pratica sempre utile) con scaletta e trattamento, può direttamente passare dal soggetto alla sceneggiatura. In più, da accompagnare alla scaletta ci sarebbe anche lo storyboard (il famoso diario di bordo), la parte illustrativa del nostro percorso.

Per questo potete andare a visionare le videopillole colorate dell’esperimento,

buon lavoro!